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IL RACCONTO DEL MONVISO TRAIL

Intervista a Carlo Degiovanni - Podistica Valle Infernotto -

Il Tour del Monviso, oggi Trail del Monviso, ha quasi 40 anni di storia alle spalle. Dai primissimi Giri del Monviso, ha saputo cambiare pelle, tracciato e difficoltà. Secondo te, quali sono le caratteristiche vincenti di questa gara che ne hanno garantito la longevità?

 

L’unica cosa che è rimasta immobile è “lui”: il Monviso! Aggiungerei il senso di onnipotenza che rasenta l’ascetismo dato dal percorrerne il periplo sentendone l’incombente respiro. Ovvio che questo vale per tutti gli appassionati di montagna ma viene esaltato quando diventa un’impresa sportiva.

Era il 1987 quando prese forma il progetto del Cai Saluzzo, sotto la guida di Valerio Bergerone, di dare vita ad un’avventura che ha anticipato i fasti futuri dei Trail di lunga distanza: il Giro del Monviso. Due edizioni strepitose e poi la terza, menomata da assurde decisioni Fidal che costrinsero gli organizzatori a trasformare il “giro” in “staffetta” decretandone la fine. Occorrerà attendere il 2013 perché, complice il Parco del Po (poi Monviso), l’avventura riprendesse vita nella moderna forma di Trail. Otto edizioni del Tour Monviso Trail hanno ricondotto circa 5000 atleti a conoscere il fascino del Monviso. Dal 2020, poi, una nuova evoluzione: la 100 Miglia del Monviso targata “Terres Monviso” e…l’avventura continua. L’impagabile ed affascinante sagoma del Monviso, insieme alla capacità / necessità di adeguarsi, pur con qualche nostalgia, alle evoluzioni tecniche della specialità, forse anche alle “mode”, sono gli ingredienti indispensabili per garantire lunga vita al mi(s)tico viaggio.

 

Quest’anno il trail toccherà i rifugi storici del Giro di Viso, uno dei panorami più belli delle Alpi occidentali. Perché correrlo? Come inviteresti gli atleti a venirlo a scoprire?

 

Nel contesto della 100 Miglia il Monviso Trail con i suoi 25,5 km e 1900 metri di dislivello rappresenta, dal punto di vista tecnico, la migliore sintesi a disposizione della “massa” dei moderni trailer non sempre preparati alle fatiche estreme di lunghissima distanza. Monviso Trail rappresenta non un giro “del” Monviso ma un giro “nel” Monviso accarezzandone, in piena sicurezza, le ripide asperità. La corsa su facili e sicuri sentieri ma lo sguardo non potrà evitare l’attrazione incombente del Monviso e dei suoi satelliti. E poi… c’è la storia dei Rifugi che hanno visto nascere il Cai: dallo storico e primogenito Alpetto (museo annesso) all’alpinistico Vitale Giacoletti fino al Quintino Sella, luogo di partenza per coloro che del Monviso vogliono raggiungerne la cima. Ad ospitare gli atleti saranno, come tradizione, Crissolo e le sorgenti del Po.








Carlo Degiovanni e la corsa, un binomio imprescindibile. Nella tua lunga carriera non hai mai smesso di inventare e hai sempre avuto il coraggio di condividere il tuo ruolo di regista con giovani che hai formato. Hai saputo costruire la squadra che ha dato forma alla 100 Miglia del Monviso. Quali saranno i tuoi prossimi traguardi?

 

Nel 2024 saranno 50 anni di “professione” nel campo dello sport che un tempo si chiamava “Marcia Alpina”. Atleta, organizzatore (la “prima” fu la Cursa d’la Scala Santa di Cavour del 1975… ed il fiore all’occhiello due Campionati Italiani), istruttore e narratore. Il tutto svolto con “eccellente mediocrità”. Superfluo dire che la stanchezza si fa sentire ma purtroppo non ho ancora imparato a non lasciarmi coinvolgere in nuove avventure ed allora, come titolava un libro di Cesare Maestri, “Se la vita continua…” 

La fatica, a volte, è data dalla difficoltà ad adeguarsi ai cambiamenti che interessano il “mio” sport. Ci si aggrappa alle novità ma le radici rimangono legate all’essenza agonistica che caratterizzava la cara, vecchia Marcia Alpina: attrezzatura essenziale, niente “categorie”, “pacchi gara” o premi “finisher”, rare fotografie e per premio… una tazza di tè! Però, al momento, mi adeguo volentieri.

La prossima avventura? 100 Miglia del Monviso con annessi Tour Monviso e Vertical. Se mi vorranno ne racconterò le gesta dei protagonisti!





100 Miglia Monviso |Monviso Trail | Monviso Vertical

19 / 20 / 21 agosto 2022 | Week end sportivo Terres Monviso

Creare una gara che fosse di tutti, iscritti, pubblico, volontari, abitanti delle borgate del territorio. Unire i Comuni di 2 Vallate, accompagnare lungo un percorso impegnativo, giorno e notte, oltre 500 atleti, formare 600 volontari, coinvolgere in nome di un’idea 20 partner privati. La prima edizione della 100 Miglia del Monviso è stata un’impresa anche per chi l’ha organizzata. Un viaggio impossibile senza un lavoro di squadra e una rete territoriale forte come quella di Terres Monviso. Ci siamo riusciti una volta, vogliamo fare ancora di più. E allora, nel 2022, alziamo l’asticella. Stessa passione, stesso scenario suggestivo, nuove date, dal 19 al 21 agosto, per tre gare cucite su misura per questo pezzo di Piemonte.

 

Il Comune di Saluzzo, il Parco del Monviso, le Unioni Montane dei Comuni del Monviso e della Valle Varaita, il Bacino imbrifero montano Valle Po e del Varaita quali promotori, la Fondazione Amleto Bertoni in qualità di ente organizzatore, con la consulenza tecnica di Carlo Degiovanni e delle Associazioni Podistica Valle Varaita, Atletica Saluzzo, Podistica Valle Infernotto e Atletica Sanfront, lanciano l’evento che già alla sua prima edizione ha saputo assumere un richiamo internazionale: il week end di sport “Terres Monviso”, un intero fine settimana tutto da correre, rigorosamente intorno al Re di Pietra, il cui tassello principale sarà la 100 Miglia del Monviso. Tre manifestazioni e oltre 160 km di sentieri per trailer che amano le nuove sfide.

Questo è un territorio che ama la corsa, in particolare la corsa in montagna, e che già oggi presenta tanti eventi, alcuni storici. Un territorio che negli ultimi anni ha ospitato importanti gare legate alla Corsa in Montagna. «Ecco perché abbiamo deciso di andare oltre noi stessi e costruire gare che alternino percorsi da correre caratterizzati da ampie vedute a passaggi suggestivi, ripidi e impegnativi», spiega il Comitato organizzatore. A fare da sfondo, il Monviso con i suoi 3841 metri di altitudine, il Buco di Viso, una serie di saliscendi e passi con vista mozzafiato.

 

LE TRE GARE

 

100 MIGLIA DEL MONVISO

Esiste una montagna, nelle Alpi Cozie, alta 3841 metri e visibile da centinaia di km di distanza, dalla forma talmente iconica da essere diventata simbolo dell’intero territorio che la circonda, dichiarata patrimonio Unesco. E’ conosciuta come “Il Re di Pietra”, è il Monviso, e dal 2021 è il protagonista di una grande, nuova sfida. Una “100 Miglia” che prevede 8000 metri di dislivello positivo. 



La gara prende il via dal centro di Saluzzo, borgo medievale che fu capitale dell’omonimo marchesato, scollina per un breve tratto in Valle Bronda, per poi iniziare un lungo traverso che porta in quota: colli e rifugi si alternano, luoghi che durante la prima edizione hanno richiamato centinaia di spettatori a incitare gli atleti in gara. Ristori in paesi e borgate della Valle Po lasciano il passo a un tratto impegnativo, tecnico e dove la tenuta mentale è fondamentale, fino al punto più alto della gara: dopo 85 km si raggiunge, a 2882 metri di altitudine, il primo traforo alpino della storia, il Buco di Viso una galleria di 75 metri che permette il passaggio in Francia, a cui segue la parte “verde” della corsa, con il passaggio di oltre 60 km in Valle Varaita, fino a ritornare al punto di partenza.

Un’impresa degna dei migliori ultra-trailer del mondo, capace di coinvolgere alla sua prima edizione 170 atleti da 11 paesi. Il record da battere è quello di Paolo Bert, arrivato in 23 ore e 46 minuti.

 

MONVISO TRAIL

Sabato 20 agosto prenderà il via da Crissolo – il Comune che vide la nascita delle storiche Guide del Monviso – il Monviso Trail, una 27 km che ripercorre i sentieri dei Rifugi storici del percorso del Monviso, toccando il primo rifugio italiano. Crissolo, Rifugio Giacoletti, Sella, quindi Alpetto, il primo rifugio costruito dal Cai. Un dislivello impegnativo in uno spazio estremamente suggestivo: partendo da Crissolo (1318 metri) si prosegue risalendo il sentiero sulla destra direzione Colle delle Traversette, dopo circa 300 mt di dislivello si devia a sinistra proseguendo verso il rif. Giacoletti. Giunti al rifugio, a quota circa 2730, si scende sul versante opposto in direzione del lago Chiaretto, nei pressi del quale si prosegue svoltando a destra in direzione rif. Quintino Sella. Da qui di corsa verso il Rif. Alpetto (2268 metri), e quindi in discesa sino a Crissolo. Una gara muscolare, bellissima, adatta a chi ama paesaggi alpini, grandi sfide, e, soprattutto, a chi subisce il fascino del re di Pietra, la montagna che si staglia sopra le teste dei corridori, che li segue nel loro correre e che li premia con uno fra gli scorci più belli delle Alpi Occidentali.

 

VERTICAL RACE

Domenica 21 invece, a Pontechianale, sarà Vertical Race, 6 km per arrivare in vetta e poter, dopo qualche passo dall’arrivo, scorgere il maestoso Re di Pietra.

 

 WALK IT, LIKE IT! CAMMINALO, AMALO!

UNIVERSITA’ ed EVENTI OFF

La seconda edizione del Weekend sportivo delle Terre del Monviso segna un’importante novità nelle collaborazioni. L’Università di Torino, attraverso il SUISM e DBIOS, o ancora ALPSTREAM – Centro per lo Studio dei Fiumi Alpini, saranno partner dell’organizzazione in un importante azione di studio e analisi al fine da un lato di continuare l’azione da narrazione della cura e dell’attenzione verso l’ambiente montano che si incontra (flora e fauna) dall’altro uno studio specifico su chi corre la gara al fine di continuare un percorso di analisi rapporto uomo/ambiente anche in competizioni di questo genere.  La sede di Cuneo del SUISM, infatti, si sta caratterizzando, tra le altre cose,  per una spiccata attenzione ai temi dello sport outdoor, della sostenibilità ambientale e della promozione dei territori montani.

 

A tal fine vi saranno tanti eventi, anche organizzati nei mesi precedenti la gara, legati a trekking e salute, momenti di incontro e confronto – dalle Cattedre della Salute al tema dell’alimentazione per chi fa outdoor e per chi corre le montagne.

 

2 Vallate alpine, 18 Comuni da attraversare – Saluzzo, Brondello, Crissolo, Martiniana Po, Sanfront, Paesana, Pagno, Oncino, Ostana, Brossasco, Casteldelfino, Frassino, Isasca, Melle, Piasco, Pontechianale, Sampeyre e Verzuolo – alcuni km in terra francese e una gara da vivere. Questo è il weekend sportivo Terres Monviso.

Iscrizioni:

 

https://www.100migliamonviso.eu/iscriviti/

Dove seguire tutti gli aggiornamenti sulla competizione:

https://www.facebook.com/100migliamonviso




DI LUCA DALMASSO

La 100 Miglia vista con gli occhi del Monviso

La gente mi gira intorno da tempo immemore. Percorre le mie pendici in lungo e in largo, in ogni stagione. Ci sono abituato e non ci faccio più caso. Eppure, circa un anno fa, ho visto e vissuto una cosa del tutto nuova. 

Era una bella serata estiva, una delle più lunghe dell’anno, le lente e avvolgenti ombre, lasciate come regalo dal sole che era appena passato in Francia alla mia destra, si estendevano giù nella pianura italiana. Mi stavo godendo l’ultima luce, consapevole che da quassù dura di più rispetto al fondo delle vallate, quando ho sentito uno sparo. Veniva evidentemente da Saluzzo. Con curiosità ho guardato giù e sono rimasto sorpreso a vedere un fiume di gente risalire dal centro alla Castiglia e poi seguire i boschi nella mia direzione. 

In brevissimo tempo, il buio ha inghiottito ogni cosa, eppure quel serpentone proseguiva allungandosi sempre di più. Si è sgranato in tanti punti brillanti che avanzavano inesorabili: ognuno illuminava il sentiero davanti a sé con un piccolo fascio. Li ho guardati percorrere la cresta tra Valle Po e Gilba. 

Dopo aver oltrepassato Crissolo alle prime luci dell’alba, i viaggiatori di testa erano sotto di me: calpestavano le pendici in basso a sinistra, dove i miei vecchi crinali stanno perdendo i pezzi. “Caspita, quanto vanno veloci: stanno correndo?!” pensavo sorpreso. Non erano come gli escursionisti che vedo di solito girarmi intorno e che, oltretutto, non partono mai da Saluzzo. Mi parevano dei pazzi, eppure li vedevo tutti così sorridenti e felici!

Davanti ai miei occhi sono scesi a rotta di collo a Casteldelfino, proprio nell’esatto punto in cui i primi a toccare la mia cima partirono tanti decenni fa. Con stupore ho continuato a seguirli mentre percorrevano in discesa la Valle Varaita; il serpentone era sempre più allungato. Ho ammirato i primi correre nei pratoni sopra Sampeyre, sul mio amico Monte Ricordone, anche lui così visibile da qui. Li ho guardati salire la cresta verso San Bernardo Vecchio e poi, con mia grande sorpresa, tornare a Saluzzo per concludere il giro. In quel momento, gli ultimi erano ancora sotto di me.  E così ho rivolto la mia attenzione a loro, che affrontavano la seconda notte, a volte da soli, a volte condividendo i sentieri con altri corridori. I visi stanchi ma sorridenti, felici, supportati dal tifo di tanti amici e da tantissime persone su tutto il percorso. Sono stati due giorni e due notti completamente insonni ma ne è valsa la pena: anch’io ho corso con loro, anche per me è stato come fare un viaggio intorno a me stesso. Vederli giungere entusiasti a Saluzzo, dopo essermi venuti a trovare, mi ha fatto scendere lacrime di commozione, nonostante io sia abituato a ricevere da sempre la visita di tante persone. Non vedo l’ora quest’anno di rivivere quelle splendide emozioni, di sentire quelle gambe forti calpestare la mia terra, le mie pietre. Io, che di quelle pietre sono il Re.



100 MIGLIA MONVISO

Terres Monviso.
La sfida vinta!

“Grazie di cuore. Per l’accoglienza in ogni ristoro e punto d’incontro. Per la pazienza. Per la passione che ognuno del team ci ha messo. Grandissima organizzazione … Arrivederci al prossimo anno”

“Grazie  x aver organizzato  questa  bellissima  gara ,grazie  a tutte le persone  che si sono prodigate sul percorso, un grazie  speciale   alle persone  che hanno  organizzato  quel  ristoro, speciale, nella piccola frazione  a S.Anna di Bellino  con tifo sfegatato, campane ecc…ecc…”

sono cose che non hanno prezzo!

Sono solo due dei tanti messaggi ricevuti dall’organizzazione nelle ore immediatamente successive al fine settimana di sport appena concluso. Testimoniano l’energia e la passione di un territorio, una delle sue cartoline più belle: questa è la 100 MIGLIA DEL MONVISO.

Della gara podistica, un intero weekend di promozione turistica attraverso lo sport, rimarranno la bellezza dei percorsi, i tratti tecnici, la professionalità delle 4 Associazioni Podistiche impegnate, i numeri della gara e i tempi da record o da “pancia del gruppo” segnati dai giudici,

ma soprattutto rimarranno scolpiti i nomi delle borgate, dei ristori, dei rifugi, dei volontari, degli Enti capaci di unirsi, al di là di ogni colore ed orientamento politico, per raccontare e promuovere territorio, sport, comparto produttivo.

Lo sforzo è stato grande, ma il risultato lo supera. Questo è lo spirito delle comunità delle TERRES MONVISO, un progetto che da anni lascia sullo sfondo il singolo per raccontare l’insieme, o meglio, che promuove il “meglio” di ognuno al fine di descrivere la bellezza del tutto.

Le Terre del Monviso sono 6 vallate alpine e una pianura che le lambisce. Ai nostri atleti piemontesi, lombardi, abruzzesi, liguri, veneti o argentini rimarrà in testa tutto questo: la festa al Rifugio, la borgata illuminata nella notte, le luci, simili ad antichi falò, che indicano la prossima tappa.

La gara in sé è stata un misto di agonismo, avventura e persino trascendenza che ha impresso indelebili ricordi nella mente dei 157 Protagonisti (178 gli iscritti): l’exploit di Paolo Bert e la eclatante 5° posizione assoluta della campionessa spagnola Trigueros Garrote sono sicuramente i dati tecnici più rilevanti nella prova regina del weekend sportivo di Terres Monviso.

Il percorso dei 160,934 km, per rimanere fedeli alle 100 miglia, con partenza ed arrivo in Piazza Cavour a Saluzzo, era caratterizzato dalla parte iniziale più veloce (circa 70 km) per poi assumere caratteristiche tecniche più accentuate con la salita a quota 2700 metri. Il tratto conclusivo tornava a più miti pendenze ma metteva a dura prova la resistenza dei protagonisti in gara.

Paolo Bert, prende la testa della gara fin dall’avvio e mantiene la prima posizione fino oltre il 70° km; l’alta montagna, che di solito gli è amica, lo mette in difficoltà ed è costretto a pause di recupero. Su di lui rinviene Fabio Di Giacomo, forte atleta varesino specialista sulle lunghissime fatiche modello Tor des Geants che passa in testa e accumula fino a 40 minuti di vantaggio. Al passo San Chiaffredo si materializza il “risveglio” del campione che nel tratto di discesa a Casteldelfino recupera 20 minuti per riagganciare il battistrada al Colle del Prete a circa 30 km dal traguardo. Nel tratto finale emerge la resistenza del campione della Valle Infernotto che chiude in solitaria in 23.46.47”. L’atleta varesino Fabio di Giacomo (Runners Valbossa Eolo Kratos Team) mantiene saldamente la seconda posizione chiudendo in 24.35.41.

Completano la “top five” Piero Bello (Pod. Valle Varaita 25.55.28”), Roberto Camperi (Pam Mondovì 26.41.26”) e Massimo Vanzetti (Atl. Racconigi 26.52.22”).

Da rilevare l’exploit, peraltro atteso, di Silvia Trigueros Garrote (Team Land Scarpa), già vincitrice di due edizioni del Tor des Geants. L’atleta basca ha conseguito la prima posizione nella gara femminile (26.46.54”) dopo una gara condotta sempre in testa ma, soprattutto, con il suo 5° posto assoluto, ha dimostrato come la categoria femminile stia allineandosi, oramai, alle migliori prestazioni maschili! La “top five” femminile comprende la seconda posizione dell’angrognina Daniela Bonnet (33.31.56”) e a seguire Isabella Vidili (Atl. Valpellice 35.51.37”), Maddalena Lanzilotti (Pod. Torino 37.56.58”) e Michela Ruzza (Interforze Torino 37.56.59”).

Il Tour Monviso Trail ha avuto quale nuova “location” la località di Pontechianale, in alta Valle Varaita. Il tracciato misurava circa 41 km di lunghezza ed era dotato di 2600 metri di dislivello positivo ovviamente al cospetto del Monviso. Bernard Dematteis (Sportifications) è stato il protagonista assoluto concludendo braccia al cielo in 4.18.59”.

A sostenerlo nell’impresa l’immancabile gemello Martin che ha condiviso la fatica appaiato per l’intero percorso per concludere appena 6 secondi dopo il vincitore. La splendida prestazione di Marco Bergo (Pod. Valle Infernotto) gli è valsa una prestigiosa terza posizione a meno di 5 minuti dalla coppia dei fenomenali campioni della Valle Varaita.

Il dominio di Elisa Desco (Alta Valltellina – Scarpa – 5.04.47”) ha caratterizzato la prova femminile. L’atleta locale (Paesana) residente a Bormio ha confermato in casa per la prima volta le sue immense qualità atletiche dopo avere conseguito prestigiose vittorie in campo nazionale ed internazionale.

A completare il podio Marina Cugnetto (Atl. Saluzzo 5.17.48”) e Laura Barale (Team Ultrataaac 5.50.32”).

A Crissolo ha avuto luogo la prova per gli appassionati degli sforzi brevi ma intensi: il Monviso Vertical Race.

Qualità eccelsa sia nella categoria maschile che femminile. Tra le donne ha prevalso la pluricampionessa mondiale di Corsa in Montagna Lucy Wanbui Murigi (46’05”), atleta Keniana portacolori dell’Atletica Saluzzo. La specialista di Sci alpinismo Ilaria Veronese (Giò 22 Rivera – Team Scarpa 47’24”) è salita sul secondo gradino del podio. A chiudere il podio olimpico Elisabetta Piacenza (Atl. Cafasse) salita al traguardo di Ghincia Pastur in 52’19”.

La gara maschile si è imperniata sulle prestazioni di tre specialisti delle salite estreme. Ha prevalso il “nazionale” Andrea Rostan (Atl. Saluzzo) con il tempo stratosferico di 36’20”. Gianluca Ghiano (Tornado Team Brooks), il più giovane dei tre, è salito in 40’07” mentre il più esperto Davide Preve (Roata Chiusani 41’45”) ha raccolto un prestigioso terzo posto.

500 i protagonisti totali dell’avventura saluzzese. Ci sarà spazio e tempo per crescere per una manifestazione destinata a diventare la proposta piemontese agli amanti delle lunghe distanze. Il Monviso attende le prossime edizioni.

Ora, eccovi le classifiche e i doverosi ringraziamenti a tutti coloro che hanno reso possibile la manifestazione.

CLASSIFICHE

100 Miglia Monviso – Maschile

  1. Bert Paolo (Pod. Valle Infernotto)
  2. Di Giacomo Fabio (Runners Valbossa-Azzate)
  3. Bello Piero (Podistica Valle Varaita)
  4. Camperi Roberto (Pam Mondovì-Chiusa Pesio)
  5. Vanzetti Massimo (Atletica Racconigi)
  6. Locatelli Ernesto (GS Orobie) e Guerini Luca (Bione Trailers Team)
  7. Maurino Luca (Runcard)
  8. Migliore Alessandro (Ccr Sport Alpini Trofarello)
  9. Palin Luca (Pod Valle Infernotto)
  10. Gonella Davide (Pod Valle Varaita)

100 Miglia Monviso – Femminile

  1. Trigueros Garrote Silvia Ainhoa (Team Land – Scarpa)
  2. Bonnet Daniela (Sport Club Angrogna)
  3. Vidili Isabella (Asd Baudenasca)
  4. Lanzilotti Maddalena (Podistica Torino)
  5. Ruzza Michela (Interforze Torino)

Tour Monviso Trail – Maschile

  1. Dematteis Bernard (Sportification)
  2. Dematteis Martin (Sportification)
  3. Bergo Marco (Pod Valle Infernotto)
  4. Macellaro Alessandro (Pod Torino)
  5. Pigoni Matteo (Team Mud & Sport)
  6. Dola Michael (Team Scarpa)
  7. Calandri Daniele (Inrun)
  8. Chiri Alex (Sport Club Angrogna)
  9. Casatori Lorenzo (Le Panche Castelquarto)
  10. Bongioanni Fabrizio (Team Marguareis)

Tour Monviso Trail – Femminile

  1. Desco Elisa (Atl Alta Valtellina – Scarpa)
  2. Cugnetto Marina (Atletica Saluzzo – Montagna Exprit)
  3. Barale Laura (Ultra Taaaac Team)
  4. Dalmasso Monica (Pod Valvermenagna Buzzi)
  5. Canino Raffaella (Runcard)
  6. Piasentin Simona (Runcard)
  7. Frittoli Marta (Alzaia Naviglio Runners)
  8. Occhiena Silvia (Rensen Sport Team)
  9. Lazar Loredana (Vigonechecorre)
  10. Ferrarini Lucia (Marathon Verbania)

Monviso Vertical Race – Maschile

  1. Rostan Andrea (Atletica Saluzzo – La Sportiva)
  2. Ghiano Gianluca (Tornado – Team Brooks)
  3. Preve Davide (Atletica Roata Chiusani)
  4. Girodo Simone (Point Saint Martin)
  5. Civallero Lorenzo (Atletica Saluzzo)
  6. Borra Ismael (Atl Fossano ‘75)
  7. Bouchard Nicholas (Atletica Saluzzo)
  8. Vota Stefano (Atl Susa Adriano Aschieris)
  9. Beitone Luca Paul (Pod Valle Varaita)
  10. Veronese Luciano (Atletica Gio’ 22 Rivera)

Monviso Vertical Race – Femminile

  1. Murigi Lucy Wambui (Atletica Saluzzo)
  2. Veronese Ilaria (Atletica Gio’ 22 Rivera – Team Scarpa)
  3. Piacenza Elisabetta (Unione sport. Atletica Cafasse)
  4. Domard Nicole Alessandra (Atletica Saluzzo)
  5. Delpiano Serena (Pod. Valle Varaita)
  6. Moschetti Linda (Runcard)
  7. Sereno Giulia (Valtanaro)
  8. Vignani Paola (Atletica 85 Faenza)
  9. Bianco Elisa (Atl. Susa Adriano Aschieris)
  10. Sidoti Rosina (Atletica Canavesana)

Enti promotori:

Comune di Saluzzo

Parco del Monviso

Unione Montana dei comuni del Monviso

Bacino Imbrifero Montano (BIM) del Po

Unione Montana Valle Varaita

Bacino Imbrifero Montano (BIM) del Varaita

 

Patrocinato da:

Regione Piemonte

Terres Monviso

Saluzzo Monviso 2024 (città candidata capitale italiana della cultura)

 

Organizzato da:
Fondazione Amleto Bertoni

 

Con il contributo di:

Atletica Saluzzo

Podistica Valle Varaita

Podistica Valle Infernotto

Atletica Sanfront

 

Media partner

La Stampa

 

Internet Partner

Isiline

 

Sponsor

Mico

Scarpa

Ferrino

Silva

Mercatò

Acqua Eva

Dynasprint e Farmacia Santa Maria

Bertolotto Porte

Concessionaria Armando Group

Biraghi

Molecola

 

 

L'EDIZIONE ZERO E I PIONIERI

IL RACCONTO DI CARLO DEGIOVANNI

“Duilio aveva il viso del grande saggio, di colui che di avventure di questo tipo ne ha vissute molte nella sua lunga carriera di resistente sportivo. La sua saggezza gli aveva consigliato prudenza e molte perplessità a fare parte dell’avventura ma poi ha prevalso la passione ed il desiderio di dare il suo contributo alla bisogna. Lui ed i suoi compagni seduti al bar sorbivano l’ultima birra in attesa dello scoccare dell’ora fatale. Li osservavo e pensavo all’entusiasmo con cui avevano aderito al progetto ed al coraggio di esserci nonostante fossero annunciate due giornate, con la loro notte, meteorologicamente impegnative. Atleti senza “nome” ma conoscitori delle fatiche necessarie per queste imprese. 

Poco più in là, la stampa inseguiva gli atleti che avevano raggiunto nel tempo e con merito, la fama di Campioni. Altri atleti erano a me sconosciuti se non nei nomi indicati da Sensacugnisiun di nome e di fatto: non lo ringrazierò mai abbastanza per avermi fatto entrare in questo mondo. Un inconsapevole sorriso che evadeva dai confini del viso abitava il volto di Omar attorniato da alcuni compagni e, soprattutto, compagne d’avventura dalle quali emergeva un chiacchiericcio allegro ignaro della grande fatica in agguato. Solo Alessandro aveva dotato lo sguardo della espressione adeguata al faticoso appuntamento. C’erano tutti i protagonisti istituzionali riuniti sotto il tetto di Terres Monviso che l’impresa l’hanno pensata e lo sponsor, Bio Doc, che l’ha sostenuta. E dire che per l’organizzazione doveva essere semplicemente un numero zero, una prova da fare in sordina perché…saremo capaci poi a farlo sul serio? 

Discorsi, informazioni e foto di gruppo per benedire l’evento urlato, però a basso volume, ai quattro venti e poi il via con distanziamento sociale garantito, se non dalla forza pubblica dalla differente forza atletica dei protagonisti. Due crucci abitavano, nell’ordine, i miei pensieri: ma che caldo fa! E, a seguire, sarà segnalato a sufficienza? 

Abbandono la “location” della partenza e salgo a Pian Munè a verificare che tutto funzioni: Marta e Valter sono una “macchina da guerra” e non lasciano nulla al caso. Le luci dell’agognato ristoro sono visibili da Bric La Piata nella notte incombente. Dopo 4 ore e 5 minuti dalla partenza sono i frontalini di Marco, Paolo e Franco a illuminare il ristoro dove Andrea si prodiga in gentilezze gradite almeno quanto le libagioni messe a disposizione. La stanchezza non segna ancora l’espressione dei pionieri che giungono a gruppi con poco distacco. Alcuni silenti ed altri vocianti con prevalenza di una frequenza soprana. Duilio saluta i compagni di avventura Renzo e Giovanni: aveva avuto le giuste sensazioni (negative) nei giorni precedenti ma…ogni singolo passo ed ogni goccia di sudore è utile alla causa ed allora, perché non esserci? Per gli altri l’avventura prosegue.

Un primo allarme giunge dalla regia di Wedosport che segnala due rilevatori satellitari fuori percorso e individuati a Paesana! Il pericolo cessa subito quando viene segnalato che Elisa e Virginia hanno comunicato alla partenza che avrebbero percorso solo dei tratti ed in quel momento erano a casa di Elisa a fare una prima doccia: fortunatamente i Tracker utilizzati non erano dotati di telecamera!

Dopo il passaggio di Roberto e Simone (7 ore e 20 minuti), sorprendentemente veloci anche a causa dell’impossibilità di individuare spazzatura sul percorso causa l’oscurità notturna, mi sposto alla “base vita” di Ostana. Nel frattempo mi giunge voce che in Borgata Serre di Oncino un gruppo non organizzato e neppure previsto di “Mappets” locali sta festeggiando i transiti a suon di campanacci offrendo, ma soprattutto, bevendo il nettare che genera filosofia e rende leggere le notti. Grandiosi!!! Penso quanto sarebbe bello se tutte le borgate alpine seguissero il loro esempio!

Giungo ad Ostana ben dopo il passaggio di Marco e Paolo (transitati dopo 6 ore e 56 minuti) e mi comunicano che Franco ha dovuto abbandonare. Di recente ha stabilito il nuovo record sul Monte Rosa ed anche le gambe dei Campioni hanno bisogno di recupero e riposo.

Sono, però, in tempo per seguire gli altri transiti: il caldo e l’umidità notturna sono davvero opprimenti ed il volto di Gianluca e Massimo quando raggiungono la base dopo 8 ore e 45 minuti lo testimonia in modo evidente. Passa un’ora ed il passo felpato di Marina e Daniela varca la soglia della “location”. Le attende Nicola, capace massaggiatore che cerca di dare sollievo ai viandanti con sagge manovre su schiene, glutei, gambe e quant’altro il corpo umano possa offrire. Rimango colpito da come massaggiando i muscoli capisse che c’era disidratazione ed occorresse bere…

Il sorriso che trabocca di Omar giunge 5 minuti dopo ma l’espressione è un po’ così: parrà strano ma il freddo gli consiglia di coricarsi e coprirsi per recuperare. Pochi minuti e Mirko giunge in compagnia di Gianluca l’altro. Capisco che questo sport genera solidarietà e crea nuove amicizie. A proposito di coppie: dopo 11 ore e 30 minuti un vociare con prevalente frequenza soprana annuncia l’arrivo di Maddy e Daniele. Il massaggiatore prosegue la sua pia opera e Josè procura altre brandine per il giusto riposo dei viandanti. Silvia ed i bimbi Davide, Antonio, Giorgio ed Alice osservano vocianti e pensosi. Alessandro giunge in solitaria dopo 11 ore e 35 minuti precedendo di 10 minuti Renzo e Giovanni.  Ancora poco e dopo 12 ore nette giungono Roberto e Simone: nonostante le tenebre qualche rifiuto è stato raccolto e viene posato su una panca. Solerte Josè vorrebbe provvedere allo smaltimento differenziato ma Roberto lo ferma per rendere testimonianza, tramite capace foto, del (magro) bottino. 

Le brandine “allettano” il gruppo intento a recuperare le forze. Scende il silenzio nella base vita. Noto che il riposo di Giovanni è turbato dalla coperta mal posizionata e, con gesto materno, provvedo a rimboccare il tutto. La notte agOstana è poetica. La luna piena illumina la vetta del Re di pietra e tutto è magia…solo quel vociare con prevalente frequenza soprana irrompe talvolta a risvegliare la quiete.

Sta per spuntare l’aurora ed il gruppo, in ordine sparso, riprende il cammino. Alessandro mi segnala, con sguardo e parole, la sua difficoltà a proseguire. “Portami a Saluzzo dove ho l’auto”. Il volto è davvero stanco e non solo quello. Aderisco all’invito e carico il suo zaino in auto poi…il colpo di scena. Il richiamo della foresta gli consiglia di proseguire e, recuperato lo zaino, si rimette in cammino.

Solitario affronto il viaggio fino a Casteldelfino dove è prevista un’altra base vita. L’auto talvolta sbanda per segnalare che una sosta per il sonno anche per me non sarebbe fuori luogo però… mi attendono gli atleti e per loro lo sforzo è maggiore del mio.

Raggiungo la destinazione con ampio margine per ragionare sulla evoluzione del test. La rete internet è precaria e non è possibile seguire agevolmente il Live di Wedosport. Peraltro i Tracker incontrano difficoltà a segnalare la posizione causa le pareti rocciose che caratterizzano la parte alta del giro del Monviso. Sembrano tutti fermi a Buco di Viso ma…non è così.

Dopo 14 ore e 35 minuti arriva Marco. Segnala qualche difficoltà ad individuare il tracciato a Grange Gheit e ciò mi provoca qualche preoccupazione. Abbiamo fornito GPX e Road Map ma…i percorsi non sono mai sufficientemente segnalati! La stanchezza, poi, rende più difficile tutto. Prosegue accompagnato da due atleti della Podistica Valle Varaita con il compito di indicare la retta via. Proviamo ad affidare loro qualche fettuccia da applicare qua e là…

Paolo giunge dopo 20 minuti e racconta di una profonda crisi passata sulla salita a Buco di Viso. Si misura per la prima volta in questa disciplina densa di incognite per lui. L’incontro con Marco, Monica e Pier in quota gli ha ridato energie e pare rinfrancato. Il sorriso c’è in un volto scavato di fatica. Prosegue sperando che anche per lui ci sia un Angelo Custode che lo guidi per sentieri sconosciuti.

Alessandro ha dovuto arrendersi a Crissolo dopo avere tentato l’impossibile. Intanto Omar segnala il suo ritiro che avviene a Grange Gheit. Giunge alla base vita dispiaciuto ma il sorriso non abbandona il suo volto: il caldo e l’umidità sono avversari aggiuntivi e peggiori dei 165 chilometri e 7500 metri di dislivello!

E’ Massimo a transitare alla base vita dopo 17 ore e 38 minuti: solo per quelli come me è una sorpresa, in quel mondo vanta fama di grande atleta resistente e veloce.

Gianluca “Sensacugnisiun” impiega 19 ore e 15 minuti. E’ lui che ha costruito la squadra degli specialisti. Un punto di riferimento per il settore ma anche per lui è il momento della saggia decisione di lasciare.

Dopo 20 ore e 25 minuti la coppia femminile Marina e Daniela appare sulla scalinata che conduce alla sosta. Esperienza da vendere per le due campionesse che, reintegrate le forze, proseguono il buon cammino.

Le notizie frammentate che giungono a Casteldelfino segnalano i ritiri a Buco di Viso di Renzo, Giovanni e Roberto. Il caldo fino alle alte quote determina situazioni che consigliano saggiamente l’abbandono.

20 ore e 50 minuti sono trascorse dal via quando giungono Mirko e Gianluca (l’altro).  Il primo augura buon proseguimento al secondo e decide saggiamente di porre termine alla sua prova. La consapevolezza, assieme alla forza ed alla resistenza sono gli strumenti indispensabili del mestiere.

Passo il tempo conversando amabilmente con Alberto, niente di meno che Sindaco di Casteldelfino, ed il redivivo Omar ed insieme progettiamo il futuro della Uisp nazionale e della intera Valle Varaita… intanto tre “pie donne”, Claudia, Gabriella e Michela, implorano notizie sui propri amori ancora dispersi sui monti tra Vallanta e Grange Gheit: non ci resta che attendere!

Ho sonno ed anche il crono ha finito le batterie. Tento un riposino ma un vociare con prevalente frequenza soprana annuncia l’arrivo di una coppia di atleti, o meglio, di una singola atleta in quanto Daniele ha posto fine alle proprie sofferenze al Rifugio Vallanta. Come farà a parlare anche se è sola? Arriva, vispa come non avesse mai corso Maddy ed è decisa a proseguire l’avventura. Mi racconta del Maremmano che a Bagnur bramava le sue chiappe…palato fine la bestia! La guardo e mi è difficile comunicarle che per questioni di sicurezza non l’avremmo lasciata proseguire, specie in solitudine, per altre 15/16 ore di camminata. Capisce, Maddy e ciò mi consola. La sua voce con prevalente frequenza soprana mi terrà compagnia fino all’arrivo di Simone, anche lui in grado di proseguire ma fermato dal mio invito e dallo sguardo implorante di Roberta, la mamma. Roberto, il papà, dopo essersi ripreso, avrebbe voluto accompagnarlo lui nella (lunga) parte finale ma… di “Sensacugnisiun” ne abbiamo già uno. Basta e, “minca tanto”, avanza!

E’ ora, anche per me, di tornare a casa non senza leggere i messaggi del gruppo che segue l’evolversi della situazione: in viaggio riscontro, via Daniele, il ritiro di Daniela e Marina al Colle del Prete, l’arrivo solitario di Marco a Saluzzo dopo 23 ore e 30 minuti. Anche Paolo assaggia il sapore del suo successo personale dopo 25 ore e 40 minuti. Massimo con passo sapiente ha gestito al meglio le sue indubbie qualità sancite dalla terza posizione quando erano passate 28 ore e 54 minuti dalla sua partenza avvenuta alle 17,15 del giorno precedente.

Solo di Forrest Gump Gianluca (l’altro) non avevo notizie. Sapevo del suo girovagare al Colle del Prete, del suo incontro con la pioggia ristoratrice ma anche con la sua caparbietà nel volere arrivare. Giorgio e Gianfranco sono stati i suoi Angeli custode nei chilometri finali: lo ha atteso, sostenuto ed accompagnato fino a che dopo 34 ore e 40 minuti la Capitale del Marchesato lo ha accolto tra le sue braccia. Questo, però, l’ho scoperto il mattino successivo: il sonno mi ha vinto!



Personaggi e interpreti del racconto(in ordine di apparizione)

Attori protagonisti: Duilio Chiri, Sensacugnisiun Gianluca Barbero, Omar Riccardi, Alessandro Nibbio, Marco De Gasperi, Paolo Bert, Franco Collè, Renzo Paschetto, Giovanni Poetto, Elisa Desco, Virginia Turini, Roberto Cavallo, Simone Cavallo, Massimo Vanzetti, Marina Plavan, Daniela Bonnet, Rossetti Mirko, Forrest Gump Gianluca (l’altro) Bertolotti, Maddy Maddalena Lanzilotti e Daniele Giacalone.

Spalle e comparse: Marta Nicolino, Valter Bossa, Andrea Pilone, Nicola Bellini, Josè Berdugo, Silvia Rovere, i piccoli Davide, Antonio, Giorgio e Alice, Alberto Anello, Claudia Provenza, Gabriella Guglielmi, Michela Ruzza, Daniele Catalin, Giorgio Pelissero e Gianfranco Marengo.

Regia di Alberto Dellacroce



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