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100 MIGLIA MONVISO

Terres Monviso.
La sfida vinta!

“Grazie di cuore. Per l’accoglienza in ogni ristoro e punto d’incontro. Per la pazienza. Per la passione che ognuno del team ci ha messo. Grandissima organizzazione … Arrivederci al prossimo anno”

“Grazie  x aver organizzato  questa  bellissima  gara ,grazie  a tutte le persone  che si sono prodigate sul percorso, un grazie  speciale   alle persone  che hanno  organizzato  quel  ristoro, speciale, nella piccola frazione  a S.Anna di Bellino  con tifo sfegatato, campane ecc…ecc…”

sono cose che non hanno prezzo!

Sono solo due dei tanti messaggi ricevuti dall’organizzazione nelle ore immediatamente successive al fine settimana di sport appena concluso. Testimoniano l’energia e la passione di un territorio, una delle sue cartoline più belle: questa è la 100 MIGLIA DEL MONVISO.

Della gara podistica, un intero weekend di promozione turistica attraverso lo sport, rimarranno la bellezza dei percorsi, i tratti tecnici, la professionalità delle 4 Associazioni Podistiche impegnate, i numeri della gara e i tempi da record o da “pancia del gruppo” segnati dai giudici,

ma soprattutto rimarranno scolpiti i nomi delle borgate, dei ristori, dei rifugi, dei volontari, degli Enti capaci di unirsi, al di là di ogni colore ed orientamento politico, per raccontare e promuovere territorio, sport, comparto produttivo.

Lo sforzo è stato grande, ma il risultato lo supera. Questo è lo spirito delle comunità delle TERRES MONVISO, un progetto che da anni lascia sullo sfondo il singolo per raccontare l’insieme, o meglio, che promuove il “meglio” di ognuno al fine di descrivere la bellezza del tutto.

Le Terre del Monviso sono 6 vallate alpine e una pianura che le lambisce. Ai nostri atleti piemontesi, lombardi, abruzzesi, liguri, veneti o argentini rimarrà in testa tutto questo: la festa al Rifugio, la borgata illuminata nella notte, le luci, simili ad antichi falò, che indicano la prossima tappa.

La gara in sé è stata un misto di agonismo, avventura e persino trascendenza che ha impresso indelebili ricordi nella mente dei 157 Protagonisti (178 gli iscritti): l’exploit di Paolo Bert e la eclatante 5° posizione assoluta della campionessa spagnola Trigueros Garrote sono sicuramente i dati tecnici più rilevanti nella prova regina del weekend sportivo di Terres Monviso.

Il percorso dei 160,934 km, per rimanere fedeli alle 100 miglia, con partenza ed arrivo in Piazza Cavour a Saluzzo, era caratterizzato dalla parte iniziale più veloce (circa 70 km) per poi assumere caratteristiche tecniche più accentuate con la salita a quota 2700 metri. Il tratto conclusivo tornava a più miti pendenze ma metteva a dura prova la resistenza dei protagonisti in gara.

Paolo Bert, prende la testa della gara fin dall’avvio e mantiene la prima posizione fino oltre il 70° km; l’alta montagna, che di solito gli è amica, lo mette in difficoltà ed è costretto a pause di recupero. Su di lui rinviene Fabio Di Giacomo, forte atleta varesino specialista sulle lunghissime fatiche modello Tor des Geants che passa in testa e accumula fino a 40 minuti di vantaggio. Al passo San Chiaffredo si materializza il “risveglio” del campione che nel tratto di discesa a Casteldelfino recupera 20 minuti per riagganciare il battistrada al Colle del Prete a circa 30 km dal traguardo. Nel tratto finale emerge la resistenza del campione della Valle Infernotto che chiude in solitaria in 23.46.47”. L’atleta varesino Fabio di Giacomo (Runners Valbossa Eolo Kratos Team) mantiene saldamente la seconda posizione chiudendo in 24.35.41.

Completano la “top five” Piero Bello (Pod. Valle Varaita 25.55.28”), Roberto Camperi (Pam Mondovì 26.41.26”) e Massimo Vanzetti (Atl. Racconigi 26.52.22”).

Da rilevare l’exploit, peraltro atteso, di Silvia Trigueros Garrote (Team Land Scarpa), già vincitrice di due edizioni del Tor des Geants. L’atleta basca ha conseguito la prima posizione nella gara femminile (26.46.54”) dopo una gara condotta sempre in testa ma, soprattutto, con il suo 5° posto assoluto, ha dimostrato come la categoria femminile stia allineandosi, oramai, alle migliori prestazioni maschili! La “top five” femminile comprende la seconda posizione dell’angrognina Daniela Bonnet (33.31.56”) e a seguire Isabella Vidili (Atl. Valpellice 35.51.37”), Maddalena Lanzilotti (Pod. Torino 37.56.58”) e Michela Ruzza (Interforze Torino 37.56.59”).

Il Tour Monviso Trail ha avuto quale nuova “location” la località di Pontechianale, in alta Valle Varaita. Il tracciato misurava circa 41 km di lunghezza ed era dotato di 2600 metri di dislivello positivo ovviamente al cospetto del Monviso. Bernard Dematteis (Sportifications) è stato il protagonista assoluto concludendo braccia al cielo in 4.18.59”.

A sostenerlo nell’impresa l’immancabile gemello Martin che ha condiviso la fatica appaiato per l’intero percorso per concludere appena 6 secondi dopo il vincitore. La splendida prestazione di Marco Bergo (Pod. Valle Infernotto) gli è valsa una prestigiosa terza posizione a meno di 5 minuti dalla coppia dei fenomenali campioni della Valle Varaita.

Il dominio di Elisa Desco (Alta Valltellina – Scarpa – 5.04.47”) ha caratterizzato la prova femminile. L’atleta locale (Paesana) residente a Bormio ha confermato in casa per la prima volta le sue immense qualità atletiche dopo avere conseguito prestigiose vittorie in campo nazionale ed internazionale.

A completare il podio Marina Cugnetto (Atl. Saluzzo 5.17.48”) e Laura Barale (Team Ultrataaac 5.50.32”).

A Crissolo ha avuto luogo la prova per gli appassionati degli sforzi brevi ma intensi: il Monviso Vertical Race.

Qualità eccelsa sia nella categoria maschile che femminile. Tra le donne ha prevalso la pluricampionessa mondiale di Corsa in Montagna Lucy Wanbui Murigi (46’05”), atleta Keniana portacolori dell’Atletica Saluzzo. La specialista di Sci alpinismo Ilaria Veronese (Giò 22 Rivera – Team Scarpa 47’24”) è salita sul secondo gradino del podio. A chiudere il podio olimpico Elisabetta Piacenza (Atl. Cafasse) salita al traguardo di Ghincia Pastur in 52’19”.

La gara maschile si è imperniata sulle prestazioni di tre specialisti delle salite estreme. Ha prevalso il “nazionale” Andrea Rostan (Atl. Saluzzo) con il tempo stratosferico di 36’20”. Gianluca Ghiano (Tornado Team Brooks), il più giovane dei tre, è salito in 40’07” mentre il più esperto Davide Preve (Roata Chiusani 41’45”) ha raccolto un prestigioso terzo posto.

500 i protagonisti totali dell’avventura saluzzese. Ci sarà spazio e tempo per crescere per una manifestazione destinata a diventare la proposta piemontese agli amanti delle lunghe distanze. Il Monviso attende le prossime edizioni.

Ora, eccovi le classifiche e i doverosi ringraziamenti a tutti coloro che hanno reso possibile la manifestazione.

CLASSIFICHE

100 Miglia Monviso – Maschile

  1. Bert Paolo (Pod. Valle Infernotto)
  2. Di Giacomo Fabio (Runners Valbossa-Azzate)
  3. Bello Piero (Podistica Valle Varaita)
  4. Camperi Roberto (Pam Mondovì-Chiusa Pesio)
  5. Vanzetti Massimo (Atletica Racconigi)
  6. Locatelli Ernesto (GS Orobie) e Guerini Luca (Bione Trailers Team)
  7. Maurino Luca (Runcard)
  8. Migliore Alessandro (Ccr Sport Alpini Trofarello)
  9. Palin Luca (Pod Valle Infernotto)
  10. Gonella Davide (Pod Valle Varaita)

100 Miglia Monviso – Femminile

  1. Trigueros Garrote Silvia Ainhoa (Team Land – Scarpa)
  2. Bonnet Daniela (Sport Club Angrogna)
  3. Vidili Isabella (Asd Baudenasca)
  4. Lanzilotti Maddalena (Podistica Torino)
  5. Ruzza Michela (Interforze Torino)

Tour Monviso Trail – Maschile

  1. Dematteis Bernard (Sportification)
  2. Dematteis Martin (Sportification)
  3. Bergo Marco (Pod Valle Infernotto)
  4. Macellaro Alessandro (Pod Torino)
  5. Pigoni Matteo (Team Mud & Sport)
  6. Dola Michael (Team Scarpa)
  7. Calandri Daniele (Inrun)
  8. Chiri Alex (Sport Club Angrogna)
  9. Casatori Lorenzo (Le Panche Castelquarto)
  10. Bongioanni Fabrizio (Team Marguareis)

Tour Monviso Trail – Femminile

  1. Desco Elisa (Atl Alta Valtellina – Scarpa)
  2. Cugnetto Marina (Atletica Saluzzo – Montagna Exprit)
  3. Barale Laura (Ultra Taaaac Team)
  4. Dalmasso Monica (Pod Valvermenagna Buzzi)
  5. Canino Raffaella (Runcard)
  6. Piasentin Simona (Runcard)
  7. Frittoli Marta (Alzaia Naviglio Runners)
  8. Occhiena Silvia (Rensen Sport Team)
  9. Lazar Loredana (Vigonechecorre)
  10. Ferrarini Lucia (Marathon Verbania)

Monviso Vertical Race – Maschile

  1. Rostan Andrea (Atletica Saluzzo – La Sportiva)
  2. Ghiano Gianluca (Tornado – Team Brooks)
  3. Preve Davide (Atletica Roata Chiusani)
  4. Girodo Simone (Point Saint Martin)
  5. Civallero Lorenzo (Atletica Saluzzo)
  6. Borra Ismael (Atl Fossano ‘75)
  7. Bouchard Nicholas (Atletica Saluzzo)
  8. Vota Stefano (Atl Susa Adriano Aschieris)
  9. Beitone Luca Paul (Pod Valle Varaita)
  10. Veronese Luciano (Atletica Gio’ 22 Rivera)

Monviso Vertical Race – Femminile

  1. Murigi Lucy Wambui (Atletica Saluzzo)
  2. Veronese Ilaria (Atletica Gio’ 22 Rivera – Team Scarpa)
  3. Piacenza Elisabetta (Unione sport. Atletica Cafasse)
  4. Domard Nicole Alessandra (Atletica Saluzzo)
  5. Delpiano Serena (Pod. Valle Varaita)
  6. Moschetti Linda (Runcard)
  7. Sereno Giulia (Valtanaro)
  8. Vignani Paola (Atletica 85 Faenza)
  9. Bianco Elisa (Atl. Susa Adriano Aschieris)
  10. Sidoti Rosina (Atletica Canavesana)

Enti promotori:

Comune di Saluzzo

Parco del Monviso

Unione Montana dei comuni del Monviso

Bacino Imbrifero Montano (BIM) del Po

Unione Montana Valle Varaita

Bacino Imbrifero Montano (BIM) del Varaita

 

Patrocinato da:

Regione Piemonte

Terres Monviso

Saluzzo Monviso 2024 (città candidata capitale italiana della cultura)

 

Organizzato da:
Fondazione Amleto Bertoni

 

Con il contributo di:

Atletica Saluzzo

Podistica Valle Varaita

Podistica Valle Infernotto

Atletica Sanfront

 

Media partner

La Stampa

 

Internet Partner

Isiline

 

Sponsor

Mico

Scarpa

Ferrino

Silva

Mercatò

Acqua Eva

Dynasprint e Farmacia Santa Maria

Bertolotto Porte

Concessionaria Armando Group

Biraghi

Molecola

 

 

L'EDIZIONE ZERO E I PIONIERI

IL RACCONTO DI CARLO DEGIOVANNI

“Duilio aveva il viso del grande saggio, di colui che di avventure di questo tipo ne ha vissute molte nella sua lunga carriera di resistente sportivo. La sua saggezza gli aveva consigliato prudenza e molte perplessità a fare parte dell’avventura ma poi ha prevalso la passione ed il desiderio di dare il suo contributo alla bisogna. Lui ed i suoi compagni seduti al bar sorbivano l’ultima birra in attesa dello scoccare dell’ora fatale. Li osservavo e pensavo all’entusiasmo con cui avevano aderito al progetto ed al coraggio di esserci nonostante fossero annunciate due giornate, con la loro notte, meteorologicamente impegnative. Atleti senza “nome” ma conoscitori delle fatiche necessarie per queste imprese. 

Poco più in là, la stampa inseguiva gli atleti che avevano raggiunto nel tempo e con merito, la fama di Campioni. Altri atleti erano a me sconosciuti se non nei nomi indicati da Sensacugnisiun di nome e di fatto: non lo ringrazierò mai abbastanza per avermi fatto entrare in questo mondo. Un inconsapevole sorriso che evadeva dai confini del viso abitava il volto di Omar attorniato da alcuni compagni e, soprattutto, compagne d’avventura dalle quali emergeva un chiacchiericcio allegro ignaro della grande fatica in agguato. Solo Alessandro aveva dotato lo sguardo della espressione adeguata al faticoso appuntamento. C’erano tutti i protagonisti istituzionali riuniti sotto il tetto di Terres Monviso che l’impresa l’hanno pensata e lo sponsor, Bio Doc, che l’ha sostenuta. E dire che per l’organizzazione doveva essere semplicemente un numero zero, una prova da fare in sordina perché…saremo capaci poi a farlo sul serio? 

Discorsi, informazioni e foto di gruppo per benedire l’evento urlato, però a basso volume, ai quattro venti e poi il via con distanziamento sociale garantito, se non dalla forza pubblica dalla differente forza atletica dei protagonisti. Due crucci abitavano, nell’ordine, i miei pensieri: ma che caldo fa! E, a seguire, sarà segnalato a sufficienza? 

Abbandono la “location” della partenza e salgo a Pian Munè a verificare che tutto funzioni: Marta e Valter sono una “macchina da guerra” e non lasciano nulla al caso. Le luci dell’agognato ristoro sono visibili da Bric La Piata nella notte incombente. Dopo 4 ore e 5 minuti dalla partenza sono i frontalini di Marco, Paolo e Franco a illuminare il ristoro dove Andrea si prodiga in gentilezze gradite almeno quanto le libagioni messe a disposizione. La stanchezza non segna ancora l’espressione dei pionieri che giungono a gruppi con poco distacco. Alcuni silenti ed altri vocianti con prevalenza di una frequenza soprana. Duilio saluta i compagni di avventura Renzo e Giovanni: aveva avuto le giuste sensazioni (negative) nei giorni precedenti ma…ogni singolo passo ed ogni goccia di sudore è utile alla causa ed allora, perché non esserci? Per gli altri l’avventura prosegue.

Un primo allarme giunge dalla regia di Wedosport che segnala due rilevatori satellitari fuori percorso e individuati a Paesana! Il pericolo cessa subito quando viene segnalato che Elisa e Virginia hanno comunicato alla partenza che avrebbero percorso solo dei tratti ed in quel momento erano a casa di Elisa a fare una prima doccia: fortunatamente i Tracker utilizzati non erano dotati di telecamera!

Dopo il passaggio di Roberto e Simone (7 ore e 20 minuti), sorprendentemente veloci anche a causa dell’impossibilità di individuare spazzatura sul percorso causa l’oscurità notturna, mi sposto alla “base vita” di Ostana. Nel frattempo mi giunge voce che in Borgata Serre di Oncino un gruppo non organizzato e neppure previsto di “Mappets” locali sta festeggiando i transiti a suon di campanacci offrendo, ma soprattutto, bevendo il nettare che genera filosofia e rende leggere le notti. Grandiosi!!! Penso quanto sarebbe bello se tutte le borgate alpine seguissero il loro esempio!

Giungo ad Ostana ben dopo il passaggio di Marco e Paolo (transitati dopo 6 ore e 56 minuti) e mi comunicano che Franco ha dovuto abbandonare. Di recente ha stabilito il nuovo record sul Monte Rosa ed anche le gambe dei Campioni hanno bisogno di recupero e riposo.

Sono, però, in tempo per seguire gli altri transiti: il caldo e l’umidità notturna sono davvero opprimenti ed il volto di Gianluca e Massimo quando raggiungono la base dopo 8 ore e 45 minuti lo testimonia in modo evidente. Passa un’ora ed il passo felpato di Marina e Daniela varca la soglia della “location”. Le attende Nicola, capace massaggiatore che cerca di dare sollievo ai viandanti con sagge manovre su schiene, glutei, gambe e quant’altro il corpo umano possa offrire. Rimango colpito da come massaggiando i muscoli capisse che c’era disidratazione ed occorresse bere…

Il sorriso che trabocca di Omar giunge 5 minuti dopo ma l’espressione è un po’ così: parrà strano ma il freddo gli consiglia di coricarsi e coprirsi per recuperare. Pochi minuti e Mirko giunge in compagnia di Gianluca l’altro. Capisco che questo sport genera solidarietà e crea nuove amicizie. A proposito di coppie: dopo 11 ore e 30 minuti un vociare con prevalente frequenza soprana annuncia l’arrivo di Maddy e Daniele. Il massaggiatore prosegue la sua pia opera e Josè procura altre brandine per il giusto riposo dei viandanti. Silvia ed i bimbi Davide, Antonio, Giorgio ed Alice osservano vocianti e pensosi. Alessandro giunge in solitaria dopo 11 ore e 35 minuti precedendo di 10 minuti Renzo e Giovanni.  Ancora poco e dopo 12 ore nette giungono Roberto e Simone: nonostante le tenebre qualche rifiuto è stato raccolto e viene posato su una panca. Solerte Josè vorrebbe provvedere allo smaltimento differenziato ma Roberto lo ferma per rendere testimonianza, tramite capace foto, del (magro) bottino. 

Le brandine “allettano” il gruppo intento a recuperare le forze. Scende il silenzio nella base vita. Noto che il riposo di Giovanni è turbato dalla coperta mal posizionata e, con gesto materno, provvedo a rimboccare il tutto. La notte agOstana è poetica. La luna piena illumina la vetta del Re di pietra e tutto è magia…solo quel vociare con prevalente frequenza soprana irrompe talvolta a risvegliare la quiete.

Sta per spuntare l’aurora ed il gruppo, in ordine sparso, riprende il cammino. Alessandro mi segnala, con sguardo e parole, la sua difficoltà a proseguire. “Portami a Saluzzo dove ho l’auto”. Il volto è davvero stanco e non solo quello. Aderisco all’invito e carico il suo zaino in auto poi…il colpo di scena. Il richiamo della foresta gli consiglia di proseguire e, recuperato lo zaino, si rimette in cammino.

Solitario affronto il viaggio fino a Casteldelfino dove è prevista un’altra base vita. L’auto talvolta sbanda per segnalare che una sosta per il sonno anche per me non sarebbe fuori luogo però… mi attendono gli atleti e per loro lo sforzo è maggiore del mio.

Raggiungo la destinazione con ampio margine per ragionare sulla evoluzione del test. La rete internet è precaria e non è possibile seguire agevolmente il Live di Wedosport. Peraltro i Tracker incontrano difficoltà a segnalare la posizione causa le pareti rocciose che caratterizzano la parte alta del giro del Monviso. Sembrano tutti fermi a Buco di Viso ma…non è così.

Dopo 14 ore e 35 minuti arriva Marco. Segnala qualche difficoltà ad individuare il tracciato a Grange Gheit e ciò mi provoca qualche preoccupazione. Abbiamo fornito GPX e Road Map ma…i percorsi non sono mai sufficientemente segnalati! La stanchezza, poi, rende più difficile tutto. Prosegue accompagnato da due atleti della Podistica Valle Varaita con il compito di indicare la retta via. Proviamo ad affidare loro qualche fettuccia da applicare qua e là…

Paolo giunge dopo 20 minuti e racconta di una profonda crisi passata sulla salita a Buco di Viso. Si misura per la prima volta in questa disciplina densa di incognite per lui. L’incontro con Marco, Monica e Pier in quota gli ha ridato energie e pare rinfrancato. Il sorriso c’è in un volto scavato di fatica. Prosegue sperando che anche per lui ci sia un Angelo Custode che lo guidi per sentieri sconosciuti.

Alessandro ha dovuto arrendersi a Crissolo dopo avere tentato l’impossibile. Intanto Omar segnala il suo ritiro che avviene a Grange Gheit. Giunge alla base vita dispiaciuto ma il sorriso non abbandona il suo volto: il caldo e l’umidità sono avversari aggiuntivi e peggiori dei 165 chilometri e 7500 metri di dislivello!

E’ Massimo a transitare alla base vita dopo 17 ore e 38 minuti: solo per quelli come me è una sorpresa, in quel mondo vanta fama di grande atleta resistente e veloce.

Gianluca “Sensacugnisiun” impiega 19 ore e 15 minuti. E’ lui che ha costruito la squadra degli specialisti. Un punto di riferimento per il settore ma anche per lui è il momento della saggia decisione di lasciare.

Dopo 20 ore e 25 minuti la coppia femminile Marina e Daniela appare sulla scalinata che conduce alla sosta. Esperienza da vendere per le due campionesse che, reintegrate le forze, proseguono il buon cammino.

Le notizie frammentate che giungono a Casteldelfino segnalano i ritiri a Buco di Viso di Renzo, Giovanni e Roberto. Il caldo fino alle alte quote determina situazioni che consigliano saggiamente l’abbandono.

20 ore e 50 minuti sono trascorse dal via quando giungono Mirko e Gianluca (l’altro).  Il primo augura buon proseguimento al secondo e decide saggiamente di porre termine alla sua prova. La consapevolezza, assieme alla forza ed alla resistenza sono gli strumenti indispensabili del mestiere.

Passo il tempo conversando amabilmente con Alberto, niente di meno che Sindaco di Casteldelfino, ed il redivivo Omar ed insieme progettiamo il futuro della Uisp nazionale e della intera Valle Varaita… intanto tre “pie donne”, Claudia, Gabriella e Michela, implorano notizie sui propri amori ancora dispersi sui monti tra Vallanta e Grange Gheit: non ci resta che attendere!

Ho sonno ed anche il crono ha finito le batterie. Tento un riposino ma un vociare con prevalente frequenza soprana annuncia l’arrivo di una coppia di atleti, o meglio, di una singola atleta in quanto Daniele ha posto fine alle proprie sofferenze al Rifugio Vallanta. Come farà a parlare anche se è sola? Arriva, vispa come non avesse mai corso Maddy ed è decisa a proseguire l’avventura. Mi racconta del Maremmano che a Bagnur bramava le sue chiappe…palato fine la bestia! La guardo e mi è difficile comunicarle che per questioni di sicurezza non l’avremmo lasciata proseguire, specie in solitudine, per altre 15/16 ore di camminata. Capisce, Maddy e ciò mi consola. La sua voce con prevalente frequenza soprana mi terrà compagnia fino all’arrivo di Simone, anche lui in grado di proseguire ma fermato dal mio invito e dallo sguardo implorante di Roberta, la mamma. Roberto, il papà, dopo essersi ripreso, avrebbe voluto accompagnarlo lui nella (lunga) parte finale ma… di “Sensacugnisiun” ne abbiamo già uno. Basta e, “minca tanto”, avanza!

E’ ora, anche per me, di tornare a casa non senza leggere i messaggi del gruppo che segue l’evolversi della situazione: in viaggio riscontro, via Daniele, il ritiro di Daniela e Marina al Colle del Prete, l’arrivo solitario di Marco a Saluzzo dopo 23 ore e 30 minuti. Anche Paolo assaggia il sapore del suo successo personale dopo 25 ore e 40 minuti. Massimo con passo sapiente ha gestito al meglio le sue indubbie qualità sancite dalla terza posizione quando erano passate 28 ore e 54 minuti dalla sua partenza avvenuta alle 17,15 del giorno precedente.

Solo di Forrest Gump Gianluca (l’altro) non avevo notizie. Sapevo del suo girovagare al Colle del Prete, del suo incontro con la pioggia ristoratrice ma anche con la sua caparbietà nel volere arrivare. Giorgio e Gianfranco sono stati i suoi Angeli custode nei chilometri finali: lo ha atteso, sostenuto ed accompagnato fino a che dopo 34 ore e 40 minuti la Capitale del Marchesato lo ha accolto tra le sue braccia. Questo, però, l’ho scoperto il mattino successivo: il sonno mi ha vinto!



Personaggi e interpreti del racconto(in ordine di apparizione)

Attori protagonisti: Duilio Chiri, Sensacugnisiun Gianluca Barbero, Omar Riccardi, Alessandro Nibbio, Marco De Gasperi, Paolo Bert, Franco Collè, Renzo Paschetto, Giovanni Poetto, Elisa Desco, Virginia Turini, Roberto Cavallo, Simone Cavallo, Massimo Vanzetti, Marina Plavan, Daniela Bonnet, Rossetti Mirko, Forrest Gump Gianluca (l’altro) Bertolotti, Maddy Maddalena Lanzilotti e Daniele Giacalone.

Spalle e comparse: Marta Nicolino, Valter Bossa, Andrea Pilone, Nicola Bellini, Josè Berdugo, Silvia Rovere, i piccoli Davide, Antonio, Giorgio e Alice, Alberto Anello, Claudia Provenza, Gabriella Guglielmi, Michela Ruzza, Daniele Catalin, Giorgio Pelissero e Gianfranco Marengo.

Regia di Alberto Dellacroce



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